mercoledì 10 gennaio 2018

Chiudiamo Taiji, la baia della morte #StopMassacroDelfini

Non si arresta la terrificante mattanza di migliaia di delfini e altri cetacei nella baia della morte, a Taiji, piccola città del Sud del Giappone. Il massacro ha la durata di sei mesi da settembre a marzo. 
I delfini sono spinti nel fondo della baia dal rumore provocato da centinaia di battelli finendo in trappola. Poi comincia la triste e cruenta “tradizione” come la chiamano i Giapponesi mentre le acque dell’insenatura diventano sempre più rosse e queste meravigliose creature vengono sterminate per essere mangiate ed anche catturate per andare ad arricchire il business dei delfinari all’interno dei quali resteranno prigioniere a vita. 
Dal 2003, per tenere lontane le telecamere, la baia viene difesa come fosse un luogo militare con tunnel, guardie armate e recinzioni di filo spinato. Ma la barriera di silenzio e di omertà si è rotta e anche in Giappone aumentano le persone contrarie alla mattanza. 
Già qualche anno fa, il film dal titolo “The Cove”- che ha fatto conoscere al mondo quello che stava succedendo a Taiji - ha messo in evidenza anche il rischio per l’uomo. Il documentario denuncia infatti che il mercurio presente nella carne dei delfini catturati nella baia arriva a livelli 20 volte superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità. 
Gli integralisti della tradizione hanno reagito con rabbia; ma una parte consistente dell’opinione pubblica giapponese richiede sempre con maggiore forza che la tutela e il rispetto della natura e di tutte le sue forme di vita diventino valori condivisi in grado di generare uno sviluppo armonioso dell’intera comunità. Molti ricordano in Giappone quanto accadde a Minamata, la baia in cui centinaia di pescatori morirono intossicati dai pesci saturi del mercurio scaricato in mare da una fabbrica. 
Unisciti a tutte le persone come noi, non legate a queste tradizioni insostenibili che, ormai, possono e devono essere abbandonate per sempre. 
Nello spirito della Convenzione di Washington del 1946 sulla salvaguardia dei cetacei e dei mammiferi marini e forti dei principi di sostenibilità ambientale e di rispetto delle risorse marine viventi protette diciamo con forza alle Autorità Giapponesi: Insieme a Marevivo chiedi di CHIUDERE TAIJI PER FERMARE IL MASSACRO DEI DELFINI 

Firma anche tu la petizione:
Questa petizione sarà consegnata a:
Cabinet Office Government of Japan 
Al Primo Ministro Shinzo- Abe
Alla Wakayama Prefecture Office, Fishery Division
Ambasciata del Giappone in Italia
 All’Ambasciatore Keiichi Katakami
Ambasciata d'Italia in Giappone 
All’Ambasciatore Giorgio Starace

lunedì 8 gennaio 2018

Zsazsa la cagnolina di 9 anni che veglia per 2 settimane la sua proprietaria

Ennesimo esempio di fedeltà di un cane dopo la morte del proprietario.... 

E’ rimasta al suo fianco per ben due settimane. Non si è mai allontana, quasi fosse pronta allo stesso destino della sua proprietaria. E’ la triste storia di Zsazsa, una cagnolina di nove anni rimasta accanto alla donna che l’ha tanto amata. Deceduta all’età di 66 anni per cause naturali. 
I fatti sono accaduti in un appartamento di Budapest, in Ungheria, e a dare l’allarme sono stati i vicini di casa che da giorni non avevano più visto la donna. Entrati nell’abitazione, i soccorritori hanno trovato la cagnolina accanto al cadavere della donna. 
Zsazsa era gravemente disidratata, così priva di forze da non riuscire a reggersi in piedi. Altri cani, dicono i veterinari che l’hanno presa in cura, sarebbero morti molto prima, anche per il trauma subito. Eppure lei non ha ceduto. Il povero animale aveva poco cibo secco a disposizione, ma la mancanza di acqua le sarebbe stata fatale. 
Secondo quanto raccontato dalle forze dell’ordine, le prime persone entrate nell’appartamento hanno dovuto trascinare via il cane che non voleva staccarsi dalla sua amata proprietaria, probabilmente deceduta prima di Natale. 
Nonostante il trauma subito e le privazioni provate, il giorno dopo lil suo salvataggio era già riuscita ad alzarsi e a scodinzolare ai volontari. 
Non sarà difficile trovare una nuova famiglia a una cagnolina con un cuore così grande. 

(noi di Okanimali glielo auguriamo con tutto il cuore!) 

fonte della notizia: qui